| I Nostri Valori |
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Il Partito si ispira agli ideali che caratterizzarono il cosiddetto “secolo dei lumi” … per una “era dei lumi” . Il ns pensiero è libero e liberale, consapevole che libertà significa autonomia decisionale e possibilità di partecipazione attiva e fattiva, da coniugare con responsabilità, laboriosità, produttività, logica e sapere . Il Ns obiettivo primario è la instaurazione gradualistica dello Stato Giusnaturale (Etico e Tecnico) fondato sulla meritocrazia, sull’eunomia e sul garantismo, sul presidenzialismo e sul modello socioeconomico del capitalismo – imprenditoriale, in cui vige il regime di democrazia liberale, diretta e partecipativa . Ma che è la meritocrazia e come fare a raggiungere l’eunomia ed instaurare un modello di democrazia come vogliamo noi ? Per alcuni “meritocrazia” significa solo indignarsi davanti alle raccomandazioni e tutt’ al più non corrompere, non pagare per farsi assumere. Meritocrazia significa che appena maggiorenni bisogna esser autonomi ed andare a vivere per conto proprio, senza farsi mantenere da familiari o terzi. Meritocrazia significare ritenere ingiusto- no che esista il ricco ed il povero, bensì- che esista il “figlio del ricco” in contrapposizione al “figlio del povero”. Meritocrazia significa non giocare a tombola, bingo, superenalotto, lotto, lotterie, lotterie istantanee, neanche gratta evinci, né a dati, roulette, slot machine, né videopoker né a qualsiasi gioco fondato sulla casualità . Meritocrazia significa pagarsi gli studi da sé: studiare e lavorare contemporaneamente, sapendo che si può e si deve fare così . Meritocrazia significa non ereditare e non far-ereditare Meritocrazia significa non prendere soldi da terra Meritocrazia significa essere perfezionisti, leali ed affidabili . Meritocrazia significa essere laboriosi e stacanovisti, mettere il lavoro al centro della ns esistenza, perché solo per mezzo di esso, ognuno di noi può realmente manifestare le proprie capacità ed idee, e trarne le giuste e meritate soddisfazioni, morali ed economiche Meritocrazia significa lavorare per un soggetto, persona fisica o giuridica, ente od aziende, che riteniamo giusto e compatibile coi ns valori, che non inquini e non crei ingiustizie né reali né sociali Meritocrazia significa valutare e valorizzare ogni cosa, situazione, ente e persona: sapendo trarre il massimo da noi e da loro, e da questi imparare se è il caso Meritocrazia significa mettere prima di noi, davanti a noi, chi è meglio di noi, sapendo che cmq ne trarremo un vantaggio sociale, perché ogni persona va collocata al posto giusto, in base alle proprie attitudini e passioni . Meritocrazia significa saper distinguere quando bisogna esser solidali e con chi, senza mai esser caritatevoli, né compassionevoli . Meritocrazia significa che se una persona che ci è profondamente antipatica o la riteniamo ns nemica, qualora che fosse accusata di un reato che noi sappiamo di non aver commesso, ci prodighiamo a suo favore affinché gli sia riconosciuta l’innocenza La Meritocrazia è la forma più elevata di altruismo e di giustizia . Ma è molto dura esser meritocratici, soprattutto in una società il cui sistema si basa su altri valori e metodi, rendendola di fatto impraticabile . Noi vogliamo realizzare una società meritocratica, per istituire uno Stato meritocratico . Noi vogliamo aiutarvi a vivere meritocraticamente e mettervi nelle condizioni di farlo .
In un sistema di democrazia rappresentativa e parlamentare, i partiti sono mere liste, contenitrici di falsi programmi e valori, che possono esser smarriti e non applicati, da chi è chiamato a rappresentarli, soprattutto a seguito dell’ottenimento di eventuale incarico istituzionale. In un sistema di democrazia rappresentativa e parlamentare, i partiti sono mere liste contenitrici di persone, che aspirano ad amministrare, legiferare, governare e governarvi, percependo uno stipendio- di fatto- anche da chi non li ha eletti, instaurando le loro direttive e le loro imposizioni, diffondendo una pensiero unico deflesso dalla minoranza della maggioranza, per fare ciò che meglio lo stesso elettore sarebbe capace di fare . In un sistema di democrazia rappresentativa e parlamentare vi sono costi per pagare politici e loro staff, che ricadono sui contribuenti e sui cittadini tutti, senza che chi li ha eletti si senza realmente e totalmente rappresentato e soddisfatto, salvo coloro che godono di interazione diretta con questi, perché familiari, o corrotti o perché corruttori, per spartirsi il potere ed avere vantaggi e privilegi che altrimenti non avrebbero, negandoli e depauperandoli proprio al contribuente ed al cittadino, senza rispetto né per le minoranze né per chi cmq ha contribuito ad eleggerli, conferendogli quella posizione . In una democrazia rappresentativa e parlamentare, i parlamentari eletti, nominano, in rappresentanza della società civile, persone a loro gradite ed affini, nelle aziende e negli enti pubblici, dando vita alla plutocrazia ed a sistemi che snaturano le funzioni statali, pubbliche e persino il mercato e l’imprenditoria, sempre meno indipendente od ingessata. In una democrazia rappresentativa e parlamentare, i valori dei parlamentari e del partito di maggioranza sono i valori di tutti, obbligando ogni persona a vivere nel mondo che questi ritengono opportuno. In una democrazia rappresentativa e parlamentare, l’elettore mette i remi in barca e si deve affidare cecamente e biecamente ad uno o più politico ed al sistemi che questi creano . In ogni regime socialista vi è un sistema elettorale di democrazia rappresentativa e parlamentare. In ogni modello socialista- della cosiddetta “terza via” (alternativa al Giusnaturalismo, anche detto liberismo e prima- via, ed anche alternativa al Comunismo ed altre forme di iperstatalismo, detti anche “seconda via”), vi è nazionalismo, populismo, faziosità, corruzione, incultura, baronati accademico-universitari, oscurantismo, conservatorismo, oligarchia, plutocrazia, anticapitalismo, pauperismo, e l’induzione errata che se si perde un posto di lavoro non se ne trovano altri, nonché l’errata convinzione – indottrinata- che i redditi debbono esser appiattiti e che le rendite finanziarie ed immobiliari sono immorali, e che solo i lavoratori dipendenti che svolgono attività fisiche ed usuranti sono da considerare “lavoratori”, mentre gli imprenditori – artigiani, banchieri e commercianti compresi- sono potenziali schiavisti, volgari, parassiti e malvagi, incolti e rozzi, e non comprenderebbero che gli serve piena occupazione interna alle loro aziende e nel mercato di riferimento per guadagnare di più. Chi è meritocratico inorridisce dinnanzi a tutto ciò e vorrebbe ivi una “prima via”, che metta al centro l’imprenditoria e l’imprenditorialità, meri motori e promotori della cultura di lavoro e d’impresa, che è alla basa del vivere civico e pacifico, nonché deflettente meritocrazia .
Col modello della democrazia liberale, ossia diretta e partecipativa, ogni cittadino è messo nelle condizioni di votare, in base all’argomento in oggetto, secondo le proprie sensibilità e capacità di osservazione, in modo contestuale, sapendo che tempestivamente, in caso di approvazione, la legge promossa e valutata, entra in vigore Col modello della democrazia diretta e partecipativa c’è più informazione sulle varie tematiche e più consapevolezza sui vari risvolti, e molto minor condizionamento esterno od indotto . Col modello della democrazia diretta e partecipativa, anche coloro che votano in modo egoistico e per i propri interessi, capiscono che siamo tutti sulla stessa barca e che bisogna esser sia pragmatici che lungimiranti, mai superficiali, e cmq siccome voteranno anche altri nello stesso modo, si ottiene un risultato accettabile per tutti, nonché la reale consapevolezza della composizione delle sensibilità della popolazione \ gente \ società civile in quel momento, senza alterazioni . Ma come fare a passare da un modello di democrazia socialista (rappresentativa e parlamentare) ad un modello di democrazia liberale (diretta e partecipata) ? Per mezzo dell’EUNOMIA e dell’EUNOMIA FISCALE E TRIBUTARIA . Se ne chiedete il significato di detti termini, alla maggioranza dei politici che idealmente non si collocano nell’ELDR-ALDE, o vi diranno che non ne sono a conoscenza, o vi diranno che l’eunomia è una stella, o lo sanno, ma non vogliono dirvelo . In ogni caso ciò delinea l’incapacità del sistema attuale di emancipare il suo popolo . Sì, perché EUNOMIA significa “buon-governo” ed è un sistema amministrativo tecnico che ricalca e determina un sistema burocratico automatico, efficiente, intelligente e senza generare sprechi né errori . Coll’eunomia i ministri sono eletti per concorso come si fa per i commissari prefettizi e gli altri impiegati pubblici, magistrati e forze dell’ordine. Col’eunomia, non ci sono giunte comunali, né provinciali, né regionali: ogni ente locale è amministrato da commissari prefettizi ed altri impiegati amministrativi pubblici, alle dirette dipendenze dello Stato Centrale; per cui gli enti locali NON godono di autonomia, e svolgono solo lavoro di coordinamento, soprattutto per finalità urbanistiche . L’Eunomia fiscale sarebbe l’applicazione di detto sistema eunomico in ambito fiscale, contabile e tributario, nonché il diritto- modus dei contribuenti di determinare autonomamente la destinazione dei propri contributi per i settori macroeconomici ed istituzionali, pubblici o sociali, che a loro avviso, da membri della società di mercato, quali consumatori, hanno avuto modo di notare, ritenendo ivi, stesso loro, ed in modo sensibile, intelligente, diretto e contestuale, tempestivo ed immediato, di riequilibrare la situazione e\o il mercato stesso, ovvero ottimizzare la Pubblica Amministrazione, a seconda dei capitolati posti in essere . Come già si fa per la destinazione del 5 per- mille in favore di eventuali organizzazioni attive nel sociale e\o nella ricerca scientifica, il contribuente coll’applicazione, in forma totale, dell’eunomia fiscale, potrà destinare il 100% dei propri contributi a vari settori \ capitolati: non saranno più i ministri dell’economia ed i premier od altri politici parlamentari a decidere come utilizzare le varie risorse economiche derivanti dai contributi ed altri prelevi fiscali, bensì ci penserà ogni contribuente, che destinerà capitolato per capitolato (voce per voce, settore per settore) quanto destinare, in termini di percentuale, su quanto è cmq obbligato a versare\ corrispondere all’erario. In tal caso i contributi versati, deflettenti la compilazione della dichiarazione dei redditi, sono incassati, controllate e poi impiegate, da enti pubblici, quali l’agenzia delle entrare, la Ragioneria generale \Centrale dello Stato e dal ministero (tecnico, non politico)dell’economia, a seconda le direttive dei contribuenti .
L’Eunomia tributaria è invece il concetto che ogni tassa, imposta o contributo, deve avere una destinazione reale ed affine dall’oggetto deflettente su cui si basa l’imposizione fiscale . Se si preleva denaro per sostenere politiche anti-inquinamento, tale denaro deve esser prelevato da dove si è constata la generazione di inquinamento e deve esser destinato unicamente ed esclusivamente per detti scopi e non per altri, senza poter prelevare da un fondo cassa per destinare aa ciò per cui non era in origine previsto, salvo che il problema non si sia risolto . Altro concetto dell’eunomia tributaria è che i contributi debbono essere accessibili ed utili alla determinazione del mercato . Un’imposizione tributaria del 20%- come noi auspichiamo- consente di pagare tutti gli stipendi dei dipendenti Statali e di provvedere al mantenimento degli edifici pubblici, mentre un prelievo maggiore mette nelle condizioni ai privati di avere meno soldi da impiegare, per risparmio, consumo, spese alimentari e mediche e\od anche per investimenti ed autonomia economica, e mette nelle condizioni alle imprese di poter far meno approvvigionamenti ed acquisti ed ad assumere meno personale: più la pressione fiscale è elevata e più aumenta la disoccupazione, perché è tutto correlato, difatti meno occupati ci sono e meno soldi si hanno da impiegare, i commercianti e poi le altre imprese incassano di meno, c’è meno richiesta ed ivi diminuiscono i fatturati e gli utili da distribuire e da investire, e non ci crea altra occupazione, bensì scattano i licenziamenti e molte aziende falliscono o cmq sono costrette a chiudere, venendo meno la capacità di acquisto e di spesa, nonché i soggetti attivi del mercato-le imprese- senza di cui non ci sono né servizi, né beni, né prodotti, né merci . Se mi concentrate meglio su questo passaggio, noterete anche che non solo diminuisce l’occupazione e – nel peggiore dei casi-la capacità di approvvigionamento, ma anche che diminuisce la valorizzazione delle risorse fisiche ed umane e la diminuzione della QUALITA’ del lavoro, facendo scaturire ciò che si definisce “dequalificazione” . Ecco perché l’egalitarismo, l’interclassimo, l’appiattimento dei salari, degli stipendi e delle retribuzioni, il pauperismo (colla sua valorizzazione della povertà e la centralità del povero, da perdonare anche quando ruba) e l’anticapitalismo (che diffida del lavoro intellettuale, di concetto e di chi fa affari e di chi si occupa di finanza e di economia – sociale- di mercato) non sono una panacea, bensì la causa dell’ingessatura e della rottura \ squilibrio del mercato e la mancanza di giustizia (anche sociale), benessere reale e di meritocrazia . Noi invece partiamo dalla meritocrazia per arrivare ad un modello socioeconomico di benessere diffuso e reale, che sappia autogestirsi, autodeterminarsi, essere privatistico e tanto individuale ed indipendente, quanto ampio, virtuoso e globale . Infatti… destinando il 48% dei propri contributi a tutti i cittadini, in forma procapite, compresi i minorenni e gli ultracentenari, purché viventi ed onesti, ognuno – di noi- avrebbe un “Reddito INDICIZZATO di cittadinanza”, di circa 7238 euro: ciò a partire dal quarto anno di attuazione del regime eunomico, facendo riferimento ad un’economia come quella della prima metà degli anni ’90, dell’appena scorso secolo, senza far ricorso a politiche assistenzialiste né a sussidi, ma alla capacità di ciascuno di noi di consumare in modo intelligente e di produrre reddito \ ricchezza . Con 7238 l’anno non si assicura una vita dignitosa (salvo un’ottimizzazione del potere d’acquisto), ma cmq si garantisce la sopravvivenza per più di un semestre l’anno, anche all’ultimo degli indigenti, e si dà un valido e sostanziale contributo all’economia di mercato, garantendo così l’occupazione e vitalità commerciale, che consentirà a chi è indigente di trovare lavoro e vivere dignitosamente, “coprendo-si” anche quei mesi che il reddito INDICIZZATO di cittadinanza, di per sé non potrebbe coprire . Ma attenzione 7238 euro non è una tantum che viene elargita cmq dallo Stato, ogni anno, bensì è la derivazione di quanto noi produciamo - lavorando- e consumiamo : anche se può sembrare paradossale, più consumiamo e più potrebbe ricevere l’anno successivo una maggiorazione –automatica- del nr reddito di cittadinanza, a netto delle altre tasse “di cittadinanza” . E per produrre di più bisogna lavorare MEGLIO: vanno incentivati gli impieghi di capitali, le assunzioni di diplomati tecnici, ingegneri e pluri- laureati, e rendere maggiore nettezza tra le retribuzioni, in relazione alla reale utilità sociale, defiscalizzando le aziende maggiormente utili e strategiche e non attuando un sistema di pressione fiscale progressiva che fa crescere l’aliquota di imponibile a quei produttori di redditi elevati, in relazione al loro patrimonio ed ai loro profitti. Vanno ivi detassate le rendite no sulla prima casa, bensì sulla seconda e sulla terza, in modo che il risparmio che i privati proprietari immobiliari realizzano gli consenta di abbassare i canoni d’affitto o di comodato, rendendoli più accessibili e facendo sì che gli inquilini abbiano più soldi da destinare per sé stessi, ai consumi ed anche (per favorire, direttamente od indirettamente) investimenti . Occorrono scuole che preparano fin da piccoli alla ricezione della cultura di lavoro e d’impresa, la cui educazione ed istruzione non si basa sulla centralità delle materie umanistiche e generali, come avviene oggigiorno, bensì indirizzandoli al sapere scientifico ed a pensare col linguaggio della matematica . Occorre privatizzare e liberalizzare il mercato, togliendo ogni regolamentazione che non consenta al’imprenditore di gestire direttamente le proprie aziende ed iniziative imprenditoriali, come questi vorrebbe fare . Occorre istituire nuovi ordini professionali, per creare mera e più elevata professionalità e per sostenere le condizioni naturali che possano impedire- in tempi di recessione e di crisi economica e morale come quelli in cui viviamo adesso- la dequalificazione, favorendo l’ingegno, l’innovazione, l’arte, il talento, la coesione \ utilità sociale naturale ed il merito . Occorre inasprire le pene verso chi commette ladrocinio e reati gravi, limitando a questi l’assistenza sanitaria e sociosanitaria, in tutte le forme, e facendo sì che lavorino in carcere - dopo il periodo di detenzione- paghino più tasse .
Occorre fare in modo che vi siano meno costi per la produzione materiale del danaro e che le banche private abbiano un ruolo sociale da imprese e no ruoli istituzionali, che il sistema bancario ed econometrico bancario del moltiplicatore non sia collegato direttamente al sistema \ modello monetario: introducendo la carta-moneta –elettronica- digitale e togliere gradualmente- entro 4 anni- denaro contante (banconote, monete metalliche ed assegni) … mentre si obblighi gli istituti centrali a finanziare prevalentemente imprese (innovative) ed aspiranti proprietari di autovetture . Occorre urbanizzare USI CIVICI per realizzare carceri, ostelli, case-famiglia, ed new town, ed ancora… ospedali e poli industriali, per poi privatizzarli . Occorre promuovere il telelavoro, il bioetanolo, il fotovoltaico, l’azionariato- dipendente, l’azionariato-creditore \ consumatore, asili nido interaziendali, politiche di accoglienza e di naturalizzazione degli immigrati … la transnazionalizzazione , la nuda proprietà e l’arte in tutte le sue forme difendere la proprietà intellettuale, con pene e sanzioni maggiorate nei confronti di chi copia senza autorizzazioni e contro chi la svalorizza . E quanto si potrà fare in forma privata e nel rispetto delle leggi vigenti, noi illuministi ci impegniamo già a farlo, nel ns privato e ns quotidiano . E quello che c’è da segnalare sarà ivi – nella ns web community “LUMUS” - segnalato … perché ogni meritocratico è anche MERITOCRATIZZATORE . Altri ns valori sono : - EDONISMO - LIBERTINAGGIO - LIBERTINISMO - PROGRESSISMO - AMBIENTALISMO - ANIMALISMO - NATURISMO - PANSESSUALISMO - LEGALITARISMO - VIRTUOSISMO - CIVISMO - RAZIONALITA’ - PACE & MITEZZA
… E la consapevolezza di non dovervi spiegare il perché . |



